Me la suono e me la canto!

Me la suono e me la canto!!!
Ehi, avete perso la strada per arrivare al cafè? se è così non risponderete nemmeno a questa ennesima mia! Question
Avevo pensato di scrivere il 3, nel secondo triste anniversario, ma un po’ la malinconia e un po’ la fredda decisione di rompere una facile prassi celebrativa, non ne ho fatto nulla.
Qualcuno, privatamente, mi ha anche ricordato che un sito non può rimanere vivo solo con pezzi sostanzialmente funebri o tutti rivolti al passato. Se lo spettacolo deve andare avanti, occorre che gli attori si rimettano in scena!

Ma sembra che solo il Presidente avesse l’autorevolezza di far marciare la compagnia recitando ognuno il proprio copione. Adesso, restano le sporadiche apparizioni di un oste che ha quasi esaurito le scorte di cabernet e di prosecco. Le idee, ammesso che si potessero così definire, le ha smarrite magari a causa del troppo vino e con la mancanza di stimoli. I monologhi sfiancano anche il monologante. In mancanza di viaggi reali da raccontare e persino di progetti e sogni da sognare, non si può (l’oste non può) continuare.

Sempre quel qualcuno mi chiedeva se non fosse il caso allora di chiudere il caffè.

Avevo risposto di no, sull’onda del titolo di un album di Fabrizio De Andrè “in direzione ostinata e contraria”. Solo che, se si è fermi, non ci può essere una direzione; ci vuole movimento per andare da qualche parte, contraria ed ostinata, ma anche solo ostinata o solo contraria. Potrebbe bastare anche una direzione allineata e accondiscendente…

Quest’oste prenderà, quindi, seriamente in considerazione il suggerimento e ne parlerà con Marcello che, concretamente, è il buon amico che sta sostenendo il peso economico e tecnico di tenere aperto il Cafè.

Oggi, già che ci sono, ne approfitto per togliere le ragnatele che si sono adagiate negli angoli, le “scarpìe” come si dice in lingua veneta.
Che il 2015 ci porti consiglio…e che la compagnia delle sabbie non si sciolga definitivamente.

Il Presidente non so come la prenderebbe Grin

sembra ieri…

19 dicembre 2012, sembra ieri…

… il Presidente era incazzato! Le feste ormai imminenti lo rendevano ancora più infiammabile! Non bastassero le beghe della politica, il difficile momento economico, la gamba che gli doleva…il pranzo di Natale con i compagni di Saharaland/I Viaggi del Geco, non stava raccogliendo adesioni. Mi telefonava due volte al giorno, scriveva nel forum, ma pareva proprio che tutti fossero super impegnati per ognuna delle date che lui sparava nell’intento di beccarne una che ci andasse bene. Non che lui fosse propriamente disoccupato; aveva l’impegno di coordinare un gruppo di progetto per gli Ospedali di Pavia, una cosa che aveva a che fare con l’informatizzazione delle cartelle cliniche, ma non avevo approfondito, tanto non avrei capito molto di più al di là del titolo…quindi arrivati ormai alle soglie della settimana precedente quella delle grandi e ormai penose feste natalizie, sparò la data ultima e definitiva: mercoledì 19 dicembre! chi c’è c’è e gli altri andassero pure a…

Io temevo la nebbia, sono già un pessimo guidatore di mio, ma la nebbia proprio…ricordo che a metà degli anni ’80 dovevo recarmi a Carpi per lavoro diverse volte la settimana e non vi dico quanta nebbia mi son mangiato ! Arrivavo ad immettermi sulla Brennero, dopo Verona e da lì cominciava il calvario. A Mantova non vedevi quasi gli svincoli, e un paio di volte sono uscito a Modena, avendo saltato il casello di Carpi!!!

Gli dissi “Presidente, d’accordo per il 19, ma se c’è la nebbia non vengo!” Un ruggito e una serie di epiteti non favorevoli al sottoscritto come risposta!

La mattina del 19, guardai fuori dalla finestra e…c’era il sole! Il fatto non garantiva che da Vicenza in poi non potessi trovarla, però non avevo scuse, dovevo affrontare il rischio poichè sapevo che il Presidente avrebbe controllato su Internet il meteo, quello con le telecamere che fornivano, ad es., la situazione in tangenziale a Mestre, sicuramente soleggiata, quindi, pronti, VIA!

Appuntamento dall’omino, cioè Germano, n.h. dell’Ortaglia, agriturista per passione, credo e ormai nostro punto di riferimento a metà strada tra Brianza e terre padane. Ore12.30!

Come il mio solito invece di prendermi per tempo, avevo oziato partendo col tempo indicato da Google maps per percorrere il tragitto, quasi mai collimante con quello reale…e senza tappe per strada! E ben sapendo che lui, sarebbe stato là in anticipo, come il solito, facendosi aprire una bottiglia di Lugana, leggermente frizzante.

Puntuale a mezzogiorno, circa, suona il telefono e il display conferma che è il controllo: “Presidente, dove sei?” Tra noi ci si appellava sempre con questo titolo, anche se il mio era ormai “ex”. ” Sono, boh, non so, ho passato Verona sud da poco, ho trovato traffico…” (bugia!) e tu?” Risata ghignante, era già davanti al Lugana! “Arrivo”.

Quella volta credo di aver stabilito il record di minimo ritardo ad un appuntamento col Presidente, spingendo l’acceleratore ai 120km/h che per l’oste è una velocità impegnativa. Non mi piace proprio la velocità!

Lui era là; sedeva su un tavolino di quelli che si trovano all’esterno, addosso il giaccone pesante, smacchinava lo smartphone, il bicchiere mezzo pieno, la bottiglia e una borsa stracolma di aggeggi.

Senza perder tempo, ci facemmo subito un brindisi e poi un altro, alla faccia degli assenti! Poi, raccolta la bottiglia ci portammo all’interno dove Germano ci aveva riservato il solito tavolo da otto, anche se eravamo solo noi due, quello che entrando nella sala si trova sulla destra, subito dopo la porta che conduce in cucina.

In attesa del solito rito, antipasti di salumi, cipolline in agro, giardiniera dolce e polenta col gorgonzola. Poi tortelli: mix di zucca e alle mele; mica può finir qui. Tagliata di cavallo, patate al forno e insalata mista. Un’altra bottiglia, uguale alla prima, tanto dobbiamo guidare!!! E due di minerale frizzante, che quando lui svitava il tappo di una sembrava evaporasse, tanto in fretta la finiva. E anche i dolcetti, biscottini per me, gelato misto per lui, mi mostrò il nuovo aggeggio, regalo prenatalizio: l’ultimo modello di telefono satellitare che invano cercammo, poi, tra le sue robe. Evaporato, come quasi tutta l’attrezzatura elettronica che possedeva; il capitolo saccheggio delle sue cose è una parte che ancor oggi mi rode forte dentro!

Ad un certo punto si alzò per andare in bagno e lo vidi zoppicare leggermente; al rientro gli chiesi come andava la gamba. Sapevo che era stato anche in ospedale, di recente e che gli avevano raccomandato certe cure. Mi mostro il polpaccio, con una piaga di un centimetro. Mi disse che perdeva acqua da lì. Gli feci una battuta poco spiritosa circa il suo reintegro di minerale gassata, “ti fai il rabbocco da lì?”. Ghigno che significava “se vuoi sai far di meglio”. Poi, dopo il caffè che io completai lavando la tazzina con la grappa (resentìn, si dice qui da noi), salutammo Germano e uscimmo. Lui aveva parcheggiato il Range appena fuori dal cancello, perchè camminare non era di suo gusto, men che meno con quella gamba gonfia e dolente.

Ci abbracciammo come al solito e “gli auguri ce li facciamo per telefono a Natale” “OK presidente” “Vai piano” “Curati”!

Era il 19 dicembre 2012: gli rimanevano 15 giorni, 360 ore, più o meno…

Ciao Presidente, grandissimo amico mio, Buon Natale, meglio dirselo subito, senza aspettare!

 

 

Il posto del Presidente…

Scommetto che eravate tutti molto curiosi di vedere dove abbiamo sistemato la targa del nostro Presidente! Avevamo detto “Tembaine” ma non tutti sanno cos’è/dov’è e anche chi lo sa non poteva indovinare il luogo esatto. Adesso cerco di riparare e togliere il velo a questo luogo dal quale il nostro se la gode al sole del deserto e ci invita a stare sempre all’occhio, a tenere sveglio il cervello…

Eccoci qua, lasciata la pista una cinquantina di metri sotto di noi, il gruppo individua la pietra giusta, grazie alle competenze tecniche del geom paolino (che sta già preparando il cemento a presa rapida!) e di Claudio, il capo cantiere Grin

Assistono (da destra a sinistra) Manu (scusa ma hai perso la testa?), Lucio da Oderzo, Sandra, e l’oste! Come si capisce chiaramente, siamo una tipica organizzazione italiana: due che lavorano e 4 che dirigono!

Avete potuto osservare la breve sequenza delle operazioni di messa in opera della targa; su quest’ultima foto si nota che Manu ha rimesso la testa a posto, mentre al centro campeggia Mario il maratoneta. L’oste sembra finalmente fare qualcosa di concreto, ma verrà tosto pregato di non fare casino. Forse sarebbe stato necessario il classico cartello “Vietato l’ingresso ai non addetti ai lavori”

Ed ecco qua, la targa è quasi definitivamente fissata al culmine di una roccia che par lì apposta per accogliere Peter: è di forma triangolare ed orientata perfettamente a SUD!!!

E, dunque, via con l’ultima gettata di cemento…sullo sfondo un gruppo di nomadi curiosi assiste all’evento; ma sotto le (mentite) spoglie si celano (da sinistra a destra e dall’alto in basso): Fabio, Paola, Rosalba e Mary

Allora, l’oste si mette il cappello da celebrante e chiede un pensierino a ognuno, un ricordo di Peter, aneddoti personali…e nel mentre di questo amarcord, accade un fatto che ci lascia molto colpiti: una bellissima cicogna adulta sorvola lentamente il cielo proprio sopra di noi. Ci appare chiaro il simbolismo magico, il ciclo vita-morte-vita che Peter ci rinnova.

A questa domanda Peter avrà modo di rispondere ad ogni levar del sole, potendosi scegliere una delle innumerevoli dune che si stendono davanti alla pietra su cui è seduto.

Ciao Presidente, un PROSIT speciale dall’oste e per tutti gli amici di questa splendida esperienza di Saharaland che tu hai voluto, fondato e gestito. Qualcuno dice che essa è finita, non esiste più…naaaaaa, è solo trasmigrata in un’altra dimensione, quella emotiva, e da questa non potrà mai essere cancellata.

Il pozzo di PETER: ci siamo!

La realizzazione del “pozzo di Peter” a Tin Tam è ormai prossima alla fine!!!
Ho ricevuto, grazie a Vittorio, la seguente mail di questo signor Bocary (il resp. dei lavori???)

Date: Sun, 18 May 2014 15:30:14 +0100 (BST) 
From: “bocaryguindo@yahoo.fr” <bocaryguindo@yahoo.fr>
Subject: Re : AUCUNE NOUVELLE?
To: Vittorio Antoniazzi <vittorioantoniazzi@virgilio.it
A’ Tin-tam tout se passe bien. L’installation de la pompe et des panneaux terminèe. Le prèsostat foctionne bien selon mes comprèhensions et selon les constats de Basori.
L’eau va suffisamment dans le chateau. Quelques fuites pas trés graves ont ètè trouvèes entre le chateau et Tintam. L’equipe de Basori est en train de faire ces corrections.
Reste encore quelque métres de tuyaux à poser et les bornes fontaine à faire. Cela prendra encore une semaine. Je te rappel que cette partie a ètè arrétè à cause de l’incomprèhension entre les quartiers du village. Mais là, ils sont tombès d’accord. Hier Basori et moi avons quittè Tintam pour aller voir la situation à Dèdji. Je te donnerai les infos. Puis Basori est allè à Sevarè, moi Je suis venu à Tin Tam. Le vendredi, j’ai rendezvous avec Basori à Bandiagara pour retourner à Tintam.
Et Je pense que tout sera ok d’ici à maxi 10jours. En tout cas, Je ne compte pas retourner à Bamako sans voir la fin de tous les travaux.
Merci.
Bocary

 A Tin Tam tutto bene. Installazione pompa e pannelli terminata. Il pressostato funziona bene, secondo me e anche secondo Basori. L’acqua arriva a sufficienza nel serbatoio. Qualche perdita ma non grave tra il serbatoio e TinTam. La squadra di Basori le riparerà presto.Ancora qualche metro di tubi da posare e le prese d’acqua da fare.

Per questo occorrerà ancora una settimana. Ti ricordo che questa parte era rimasta ferma a causa di questioni tra i quartieri del villaggio. Ma, alla fine, l’accordo è stato trovato. Ieri (il 17/05 ndt) io e Basori abbiam lasciato Tin Tam per andare a vedere la situazione a Dèdji. Ti terrò informato. Poi Basori è andato a Sevarè mentre io son tornato a Tin Tam. Venerdì (il 24/05?) devo vedermi con Basori a Bandiagara per ritornare a Tin Tam.
Penso che tutto sarà OK da oggi a max 10 giorni. In ogni caso non credo di ritornare a Bamako senza prima vedere la fine dei lavori.
Grazie
Bocary.

Quindi, contando anche il famoso effetto “c’est l’Afrique”, entro i primi di giugno l’impianto sarà terminato!

Vittorio, alla mia mail di ringraziamento per avermi girato queste info, mi scrive:

Ciao Umberto.
si ormai siamo in dirittura d’arrivo veramente ed incrociamo le dita fino alla fine anche se le info sono del tutto rassicuranti. Fin’ora.
Se vorrete scendere nella primavera 2015 sappiate che le temperature in falesia Dogon sono di 45-48°C nel mese di aprile. Per cui scegliete gennaio, max metà febbraio.
Se volete, lo stesso Bocary può farvi trovare fuoristrada Toyota Land Cruiser 80 o 100 e voi arrivate in aereo. In un paio di settimane con comodo vi fate una vacanza.
Alla prossima, ancora grazie, Vitt.

A questo punto è necessario che noi si cominci seriamente a pensare a cosa vogliam fare per portare la targa che dovrà dare il nome di Peter a questo pozzo.

Tin Tam non è un sobborgo di Douz e quindi sarà bene che ognuno affronti seriamente la questione del viaggio in Mali.
Pertanto penso che il periodo tra Natale e Capodanno potrebbe essere giusto.
A questo punto ci sono almeno due ipotesi:
– chi ha tempo, diciamo almeno 4-5 settimane, può pensare di scendere con la propria 4×4 via Marocco Mauritania Senegal;
– chi non ha tempo e/o 4×4, potrebbe appoggiarsi a Bocary, mettendo in conto almeno due settimane per la cosa.

Mancano 6 mesi circa, che non sono poi tantissimi, per cui invito tutti gli amici di Peter a farsi parte diligente nel prendere questa decisione (partecipare o non partecipare? Questo il problema Big Smile.)

Il blog non è certo il luogo più adatto per gestire il complesso progetto di viaggio che dovremo organizzare, per cui, se volete, mi metto a disposizione e apro una cartella al mio indirizzo mail (umberto@cambiamenti.it) nella quale raccogliere tutte le vostre proposte, osservazioni, suggerimenti, ecce ecce, al fine di arrivare, diciamo entro metà novembre ad essere pronti per acquistare biglietti e prenotare tutto il rimanente di questo viaggio rispetto a cui il 1° Memorial PK è stato un giochino da infanti.

Intanto, apro un prosecco millesimato per l’occasione e vi mando un frizzante “prosit”. Grin

 

 

un po’ di vento…

Caro Peter,

lo so che te la stai ridendo coi tuoi occhietti furbi, mentre osservi il pigro via vai attorno a Tembaine.

Pensi che ce l’avevi detto, molto tempo fa: okkio che i briganti sono ancora all’opera, i più hanno solo cambiato casacca, altri non l’han fatto basandosi sulla possibile impunità o sulla leggerezza delle pene, scontate in comodi tempi e orari!

E ci avevi anche spiegato come un’Europa così burocratizzata, €urocentrica, non potesse che aprire il fianco a nuovi nazionalismi, quelli che credono alle retromarce della storia, che si appoggiano impropriamente al buon vecchio Vico dei corsi e ricorsi della stessa per avere solido appoggio concettuale. Perchè se è vero che la storia non procede col moto rettilineo e costante della fisica spicciola, non va nemmeno avanti-indietro tra due poli, ma semmai si muove a spirale e questo genera l’illusione di poter tornare sui propri passi. Ma indietro non si torna, si può solo tentare di modificare le direzioni sbagliate, si possono correggere gli errori di scelte e strategie che si dimostrano sbagliate. Ma l’Europa dei padri fondatori resta concetto non solo filosoficamente giusto, ma socialmente ed economicamente necessario nell’evoluzione di questo nostro pianeta.

Ce l’avevi spiegato mentre ci dimostravi alcuni gravi errori di politica interna ed estera.

E rieccoci qui incastrati nel diabolico gioco dei tre capipopolo, tre figure che avevi crudamente liquidato senza bisogno di spendere preziosa intelligenza per dimostrarlo, tanto ti sembravano evidenti le prove: quelle verso Berlusca e i suoi 40 processi; per Renzi, solo la rabbia di vedere in lui l’affossatore di un’idea di sinistra diversa perché la sua diversità è semplicemente l’uscita dall’idea di sinistra. E Grillo, beh, Grillo… parla anche lui alla pancia del popolo e quando cerca di proporre programmi concreti ci propina una forma di democrazia in rete dove consultazioni on line, nel breve tempo di qualche ora e poi rien ne va plus, dovrebbero portare a decisioni essenziali. L’illusione della partecipazione di tutti su tutto, tu che di reti e sistemi informativi ne capivi qualcosa, l’avevi annusata subito. Quando i risultati di queste consultazioni europee che saranno vincenti, manco a dirlo, per tutti, ti consolerai alla vista di quell’orizzonte sempre uguale e sempre in cambiamento, tu che sai già come andrà a finire, ma stavolta non ci dirai più niente perché è ora che si vada avanti con la nostra testa. Agli ordini, Presidente e goditi quel vento straordinario che muove tutto lì attorno.

 

PS- non è che un po’ di vento ce lo puoi dirottare qui, a spazzare l’immondizia politica che staziona nelle istituzioni, negli organismi amministrativi, nelle aziende di Stato, nei sindacati incancreniti …